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venerdì 15 giugno 2012

Marca stretto il 9 ! - Europei 2


A scanso dì equivoci, mi preme dire che se non si riesce a vincere contro la Croazia, il problema è nostro e forse non meritiamo di andare avanti in questo Europeo.
Quel tal Mandzukic o come diavolo si chiama lui, maledetto  figlio di ustascia, non è di certo un fenomeno, ma non te lo puoi marcare così. Se fosse capitato a me un episodio simile, durante la partita del sabato pomeriggio tra amatori (alcuni anche di 60 anni e più, come il prof. Pappadopoli), mi avrebbero aggredito fisicamente ed mi avrebbero insultato pesantemente dubitando  ad alta voce dell’onorabilità delle donne della mia famiglia.  Non si tratta di un ambiente chiesastro e si tende ad essere parecchio informali. La rissa è qualcosa che metti in conto una volta che arrivi al campo.
Scommetto che i due attaccanti si sarebbero presi la briga di farsi 50 metri correndo, bruciandosi l’unico loro scatto a loro disposizione nei 90 minuti, per dirmi che loro “avanti” si fanno il culo e noi dietro ce ne andiamo a farfalle. Anzi, a pelose. Suscitando quindi l’ira dei miei compagni di reparto, ed in particolare di Lello, che dall’alto della sua età avrebbe invitato gli attaccanti a partecipare alla manovra, visto che i mezzi tecnici a loro diposizione per segnare non è che fossero paragonabili a quelli dei campioni.
E così negli anni, conditi, tra una madre meretrice, una sorella di facili costumi, imprecazioni nei confronti degli avi già sepolti, un chiodo del legno della croce, anatemi e maledizioni fino alla settima generazione , ho scoperto i giocatori del passato che più sono rimasti impressi nell’immaginario collettivo.
“Ma passa quella palla, chi cazzo ti credi di essere, Garrincha per caso?”
“Sei più scarso di Riccardo Ferri!”
“E tu a me volevi fare quel dribbling? E’ arrivato Pelè!” (per gli sfortunati non pugliesi , è una variante di chi ti credi di essere)
“Uè Cabrini, vedi di tornare in difesa, che in avanti sei uno scandalo. Stai dietro che è meglio.”
“ Tu con quella panza non puoi giocare. Guardati, pari Gascoigne. Non ce la fai a correre. Mettiti in panchina sennò ti viene un infarto!”
Fontolino Fontolan.” (La più pesante, ve lo posso assicurare)
“Ma che cosa vuoi fare, tira in porta piuttosto, Maradona dei poverelli”.
Tutto ovviamente tradotto in italiano dal barese stretto. Con le bestemmie. Con belle bestemmie articolate e fantasiose. Ogni sabato arricchite, ogni sabato diverse. Bellissime, io le adoro.
Questo succede ai “Caduti di Superga” di Mola, in provincia di Bari, che sta in Italia, anche se qualcuno a giusta ragione pensa che sia in Macedonia o Albania, quando fai un errore come quello di Chiellini.
E’ universalmente noto che “il lamento rende”, ma non possiamo prendercela con la Spagna e con la Croazia nel caso in cui, giustamente, si dovessero accordare per  un pareggio.
Possiamo solo rivolgere le nostre bizantine bestemmie nei confronti di Chiellini.
“Marca stretto l’avversario, brutto nasone, vedi di stargli proprio appiccicato. Non sei mica Scirea!”

venerdì 10 febbraio 2012

Calci alla vecchia maniera

In base a quanto dicono i soliti agiografi del calcio è alto 1,95 metri, pesa più di 90 kg.
Eppure in campo, con quel fisico da granatiere, non fa il centravanti, il puntone, la boa.
No, assolutamente. Niente di tutto questo. Lui gira al largo, cerca l’assist, il dribbling, il passaggio giusto, l’assist smarcante la giocata sopraffina. Certo, di gol ne fa, ci mancherebbe. Però scommetto che lui si senta più un numero 10 piuttosto che un centrattacco.
Viene dalla Scandinavia, ma non ha un cognome che renda esattamente l’idea.  Ti aspetti un Andersson, un Eriksson. Al massimo un Allback, suvvia.
No, lui si chiama Zlatan Ibrahimovic.
Così bosniaco (anzi bosgnacco per la precisione) che se provasse a mettere un piede a Belgrado, ancora oggi, lo sparerebbero a vista.
Ultimamente nella sua biografia, ci racconta che da piccolo era povero, che viveva nelle periferie di una grande città, gli stenti, gli allenamenti nella scuola calcio che lo hanno allontanato troppo presto dalla sua famiglia e tanti altri stereotipi che vanno a delineare la figura di un campione arrivato al successo ma con un carattere brusco. Che nel frattempo si è sposato, a giusta ragione, con una pornostar, o quasi.
Non vorrei mai trovarmi solo con lui in una stanza, però se qualcuno sostiene che questo signore qui possa essere definito un “cattivo” del calcio, beh, io mi sento libero di affermare senza paura di essere smentito di chiamarmi Rosa Luxemburg.
In definitiva ha dato solo due schiaffetti. Vi indignano due carezze da mammoletta? Allora avete proprio la memoria corta! E sono profondamente addolorato che le gesta eroiche di tanti randellatori della storia del Pallone siano cadute nell’oblio.
Ma ve lo ricordate Gentile in marcatura su Zico e su Maradona? Ogni due minuti li stendeva a terra. “Non c’era niente di gentile in Claudio” scrisse addirittura il Times. E chi non s’è mai fatto una risata sulle pigne di Montero? Questo prese a calci nel culo Totti e poi applaudiva nei confronti dei suoi tifosi che lo osannavano ugualmente, mentre, tutto fiero, tolti gli scarpini, usciva dal campo sorridente.
E vogliamo parlare di Pasquale Bruno? Per i più intimi, O’ Animale… Ancora oggi Van Basten quando sente un rumore in casa, controlla che non si tratti del suo marcatore diretto.
Roy Keane? Si narra che neanche il suo allenatore, un certo Sir Alex Ferguson, non osasse contraddirlo. Lo temeva. Tuttora detiene il record di espulsioni nella singola stagione, ben 13.
Come non citare Vinnie Jones e il suo record dell’espulsione più veloce : 3 secondi! Le sue malefatte in campo e la sua faccia da duro gli hanno fatto meritare addirittura una carriera nel mondo del cinema. Rivedetevi “The Snatch” e rendetevi conto di che parte interpreta!
Un capitolo a parte meriterebbe Andoni Goikoetxea, chiamato più semplicemente, visto il cognome scioglilingua, il Macellaio di Bilbao. Lui in campo era così cattivo, che i suoi conterranei terroristi baschi dell’Eta gli chiedevano consulenze su dove piazzare bombe a Madrid. Come ben ricorderete con un solo tackle riuscì a rompere la caviglia sinistra, il malleolo e i legamenti al Pibe de Oro, il 24 settembre del 1983 durante Barcelona- Athletic Bilbao. Nel maggio dell’anno successivo, durante la finale di coppa di Spagna, Maradona cercò insistentemente (ed invano) di vendicarsi, innescando una tale rissa che dovette scusarsi personalmente con il re di Spagna, presente alla partita.*
Quindi, Ibrahimovic è solo un dilettante. Le tre giornate di squalifica per quello schiaffetto ad Aronica non sono giustificate. In confronto a questi altri è una verginella!



Vinnie Jones e le sue doti acrobatiche

Maradona mentre viene pestato dall'intero Athletic di Bilbao



















*Vorrei includere in questo stucchevole elenco anche Rachid Neqrouz, tormento della difesa barese che per troppi anni ho visto in campo intento a randellare e picchiare punte avversarie al San Nicola. Purtroppo per lui non sarà mai ricordato per la destrezza nel difendere (esordio Bari-Fiorentina: 11 minuti e Batistuta ha già fatto una tripletta) e neanche per i calcioni e pestoni che rifilava ad ogni cosa che attraversava il suo campo visivo. Neqrouz sarà ricordato per il suo dito medio nei glutei di Inzaghi.